//

il nostro percorso
attraverso le pubblicazioni.

SALA DELLA MEMORIA

01

ALLESTIMENTI

La sala si presenta come un ambiente regolare e raccolto, ricavato all’interno della struttura storica di Villa Bruno. Le proporzioni sono quelle tipiche degli spazi voltati delle ville vesuviane: soffitti alti, superfici continue, un’architettura che tende alla linearità e alla sobrietà per lasciare che l’allestimento diventi protagonista.

Le pareti, uniformi e compatte, definiscono un perimetro netto. Le superfici verticali sono rivestite da un muro continuo di fotografie che, in termini spaziali, funzionano come una seconda “pelle architettonica”: un rivestimento ritmico, modulato da centinaia di riquadri visivi che trasformano l’involucro della sala in un unico grande piano iconografico. La scelta di un rivestimento continuo elimina la percezione di frammentazione e crea un senso di avvolgimento, come se lo spazio si chiudesse a proteggere il suo centro.

Il pavimento, piano e scuro, dialoga con il basamento su cui è posta la Mehari: un podio geometrico, semplice e rigoroso, che funge da fulcro compositivo. La presenza di questo basamento introduce una gerarchia spaziale molto chiara: la sala è concepita come un’unica grande scena, e il podio ne rappresenta il punto di attenzione, quasi un altare laico, attorno al quale l’architettura organizza i propri assi visivi.

L’illuminazione è studiata in modo da costruire volumi e percezioni:

una luce più intensa e direzionale enfatizza la sagoma dell’auto;

una luce diffusa e uniforme scorre lungo le pareti, rendendo il rivestimento fotografico parte integrante dell’architettura, senza creare zone d’ombra che ne spezzerebbero la continuità.

Ne risulta un ambiente in cui il rapporto tra luce radente e superfici opache genera un effetto di profondità controllata. L’auto al centro non “occupa” semplicemente lo spazio, ma lo organizza: la disposizione radiale degli sguardi porta sempre verso di essa, mentre le pareti agiscono come una membrana perimetrale che raccoglie e riflette l’intensità della presenza centrale.

Il linguaggio complessivo è quello di un’architettura essenziale, quasi museale, che usa solo tre elementi — volume perimetrale, podio, e rivestimento visivo — per creare un ambiente coerente e fortemente leggibile. La continuità delle superfici, l’assenza di decorazioni superflue e la pulizia cromatica convergono verso un unico obiettivo: trasformare la sala in uno spazio in cui la forma architettonica non sovrasta, ma sottolinea, il cuore simbolico dell’allestimento.

FILOSOFIA.

//

spazi che uniscono
bellezza e responsabilità.

01

PSICOSPAZIO.

Progettare ambienti che non si limitano a ospitare la vita, ma che la influenzano, la sostengono e la trasformano; significa considerare l’architettura come una forma di cura invisibile, capace di orientare stati d’animo e qualità dell’esperienza.

02

ARTIGIANALITA.

Crediamo nel valore della manualità e nel sapere antico dei maestri artigiani. Ogni
progetto nasce dall’incontro tra design contemporaneo e lavorazioni tradizionali, trasformando i materiali in opere uniche.

MAGAZINE.

//

dove l'architettura
diventa Racconto

CONTATTACI.

//

raccontaci
la tua idea.

Ogni progetto nasce da un dialogo.
Iniziamo il tuo insieme!